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Proprio nell’anno del centenario confermata la teoria della relatività di Einstein da una sensazionale scoperta astronomica: le onde gravitazionali esistono! E’ questa la notizia data ieri dai telegiornali ma che già circolava nel web.

Ma di cosa stimo parlando? Che forma ha lo spazio, anzi lo spazio-tempo? Quell’universo in cui tutti noi ci muoviamo, soffriamo, esultiamo, amiamo … viviamo! Stiamo parlando di qualcosa di infinitamente più grande di noi. Eppure, con le tecnologie di oggi, siamo riusciti a documentare un evento incredibile, scaturito da un “cataclisma” (il termine stesso mette i brividi) avvenuto nel cosmo circa un miliardo e mezzo di anni fa.

L’incontro-scontro, l’impatto tra due buchi neri, qualcosa di talmente potente da generare le onde gravitazionali definite da Einstein come delle “increspature dello spazio-tempo“.

L’osservazione dell’universo ha sempre attratto ed affascinato l’uomo perché ci mette  in contatto con la nostra parte di infinito e questo tema, in particolare, con le sue geometrie,  ha ispirato diversi progettisti.

Particolarmente suggestivo il Musée des Confluences a Lione progettato dallo studio di architettura COOP HIMMELB(L)AU

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Al cui ingresso un punto focale denominato “Pozzo di Gravità” offre al visitatore l’immagine di una potente implosione della copertura in acciaio e vetro verso il pavimento. Le sapienti geometrie del volume vetrato riproducono in un materiale rigido e fragile la deformazione plastica spaziale dell’universo dovuta alle spinte gravitazionali.

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Un altro esempio di architettura ispirato a questi concetti lo ritroviamo a Milano nella copertura del nuovo polo fiera progettato da Massimiliano Fuksas

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Nuovo Polo Fiera, Milano @Archivio Fuksas.jpg Nuovo Polo Fiera, Milano @Archivio Fuksas 2.jpg

(Nuovo Polo Fiera, Milano @Archivio Fuksas)

Anche in questo caso la copertura vetrata subisce una deformazione che rievoca l’immagine di buco spazio-temporale.

Infine nell’avvenieristico progetto “Cubo TeK³” firmato dal Bjarke Ingels Group all’interno del fluido spazio vuoto di un buco nero avviluppato in una spirale, che attraversa l’intero volume puro cubico dell’edificio, si sviluppa una grande “piazza verticale”.

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Sta di fatto che già un secolo fa una mente geniale aveva brillantemente teorizzato quello che solo oggi si è riusciti a documentare. Una personalità fuori dal comune nelle scienze come in altri campi, icona di stile sopra le righe anche nella moda!

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by Annalisa Brecciaroli

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